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Buongiorno Marco!

Come le avevo anticipato telefonicamente do un'indicazione delle probabili entrare del mio business per i prox 5 anni:

 

1° anno = 150.000 €

2° anno = 100.000 €

3°, 4°, 5° anno = 50.000 €

 

Potrei sbagliarmi, ed incassare un pò meno, o molto di più, ma teniamo buona questa previsione.

Non ho ancora capito se riuscirò ad imporre al buyer le cifre al netto della ritenuta del 20%, ma temo che la detrarrà dagli importi stabiliti vero? (fissi e royalties). Sto pensando che il vantaggio di avere una società sarebbe quello di incassare tutto il lordo più l'iva.

 

Ad ogni modo devo decidere se far incassare il tutto da una sola persona fisica (mia sorella), o dividere con lei (lei ha già il 15% dei brevetti ed ho il diritto di riscattarne un altro 10%). Tra l'altro prima del contratto (previsto per metà gennaio) potrei aprire una partita iva ed incassare la mia quota come società, così posso scaricare delle spese...mah! (chissà se il nuovo governo prevederà delle facilitazioni per le nuove imprese).

C'è anche la possibilità di aprire una società in Slovenia o in Svizzera o Austria...mi chiedo se si può fare in un secondo momento quando sono sicuro delle entrate (che magari ho già incassato con p. iva e potrei scaricare... ). Il tutto sarà perfettamente legale ma mi sembra complesso.

 

Per ora vorrei inquadrare bene la cosa nel suo complesso e pensare a come non precludermi delle buone soluzioni per il futuro: il punto è che una volta indicati al buyer i conti bancari ed i nominativi dei venditori non ho più spazi di manovra.

 

Mi conferai che la tabella di riferimento per le persone fisiche e giuridiche è quella sotto che così faccio le mie simulazioni?

 

Scaglioni reddito 2011

Irpef lordo 2011

da 0 a 15.000 euro

23% del reddito

da 15.000,01 a 28.000 euro

3.450 € + 27% sull'eccedenza dei 15.000 €

da 28.000,01 a 55.000 euro

6.960 € + 38% sull'eccedenza di 28.000 €

da 55.000,01 a 75.000 euro

17.220 € + 41% sull'eccedenza dei 55.000 €

oltre 75.000 euro

25.420 € + 43% sull'eccedenza dei 75.000 €

 

E' evidente che il problema sono le imposte fisse che raddoppiano se siamo in due a dividerci la posta.

 

RIPOSTA

 

Cerchiamo di far chiarezza sui tanti punti toccati dal nostro lettore Roberto. La risposta sarà volutamente non tecnica, ma finalizzata alla massima leggibilità e cercheremo di fornire una soluzione concreta, senza complicazioni e norme di legge citate utili solo a noi commercialisti e che interessano poco ai clienti o lettori.

La ritenuta d’acconto

Sì, la ritenuta ti sarà certamente sottratta dal compenso percepito come professionista. Quindi all'importo tra voi concordato  verrà tolto il 20%. Sarà poi sua cura andarla a recuperare con la dichiarazione dei redditi dell'anno.

Aprendo la P.Iva per sfruttare la tua opera di ingegno non è detto che tu abbia i requisiti per divenire ditta individuale, quindi iscriverti alla Camera di Commercio e quindi fatturare senza ritenuta. Dipende da quello che dichiari in apertura di partita iva. Questo vale in generale. Nel tuo caso specifico direi che proprio non sarebbe sufficiente

 

La suddivisione del carico fiscale

E’ meglio dividere il carico fiscale tra due persone, lei e sua sorella solo se entrambi non dotati di altro reddito elevato. Indicativamente il punto di convenienza per rimanere nell’ambito della tassazione Irpef per liberi professionisti e persone fisiche è un ammontare di reddito non superiore a 47.000 euro a testa. E’ una semplificazione naturalmente, bisognerebbe calcolare gli oneri detraibili per le persone fisiche e i costi deducibili per le società, più molti altri fattori ma l’indicazione di massima è piuttosto vicina alla realtà.

All’aumentare del reddito diventa più conveniente aprire una società e essere tassati IRES+IRAP (27,5% +3.9% in Lombardia).

Nella sua situazione direi che la scelta della società è senz’altro migliore nei primi due anni ma poi non lo è più dal terzo.  

Certo potrà trasferire la sede in seguito in altro paese (meglio se nella UE) ma ciò comporterà l’emergere del valore realizzato sino a quel momento con relativa tassazione. E l’Agenzia Entrate diventa sospettosa se la società estera dovesse fare affari solo con l’Italia dall’estero. Tutto sarebbe però giustificabile se in seguito decidesse di licenziare il suo diritto da brevetto anche in altri paesi.

La tabella dell’imposizione Irpef non è stata toccata da Monti quindi dovrebbe rimanere inalterata, come quella sopra evidenziata.

 

www.PerImpresa.it

 

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