Acquisto e vendita di immobili da parte di persone fisiche

www.Perimrpesa.it continua la pubblicazione di articoli/memo su ogni tematica che ci venga richiesto di approfondire da parte dei nostri clienti, in particolare i quesiti sugli immobili sono sempre tra i più "gettonati".

Una persona fisica (ossia senza partita iva o che non agisce in ambito societario), quando si appresta a valutare l'acquisizione di un immobile, generalmente abitativo, come deve affrontare la tematica fiscale?

E nell'eventuale fase di cessione di un immobile, qual' è la tassazione che si troverà ad affrontare?

In quest'articolo cercheremo di fornire le informazioni principali, per poter valutare compiutamente ogni onere aggiuntivo da considerare oltre quelli direttamente legati alla compravendita.

Agevolazioni "prima casa" e requisiti necessari

Per l'acquisto da privati di abitazioni con i requisiti di "prima casa", anziché l'ordinario 10% complessivo (7% registro, 2% catasto, 1% ipotecaria) sul valore catastale, si pagano un'imposta di registro pari al 3% (generalmente più conveniente è l'esercizio di apposita opzione, in sede d'atto notarile, per la tassazione sul valore catastale) e imposte ipocatastali di 336 euro (168 di imposta di importo fisso per le 2 imposte dovute oltre al registro).

Comprando da un'impresa costruttrice (o "ristrutturatrice"), i benefici "prima casa" consentono di pagare un'Iva al 4% (al posto del 10% previsto per le abitazioni non di lusso, 21% per le abitazioni di lusso) e imposte di registro e ipocastali fisse per 504 euro (168 di imposta di importo fisso per le 3 imposte dovute, compreso l'imposta di registro).

Per l'ottenimento dei benefici sopra evidenziati è necessario stabilire la propria residenza nell'abitazione acquistata entro 18 mesi dall'acquisto.

Perdita dei benefici senza sanzione

La parte relativa all'acquisto dell'immobile è piuttosto semplice e chiara, ciò che invece vorremmo sottolineare in questo articolo è come evitare dure sanzioni in caso non si riuscisse a rispettare quanto previsto nella norma dopo l'ottenimento dei benefici.

Ricordiamo che vendere la "prima casa" entro 5 anni dalla data d'acquisto senza comprare una nuova abitazione principale nei 12 mesi successivi significa perdere i benefici. In tal caso la sanzione amministrativa è molto onerosa (30% più interessi e la restituzione di tutti i benefici) ma la buona notizia è che si può evitare il pagamento di tale sanzione!

Agenzia delle Entrate con la risoluzione 112/E del 27 dicembre 2012 ha infatti stabilito che se nei 12 mesi successivi alla rivendita della prima casa si presenti al fisco un'istanza di rinuncia all'acquisto di una nuova casa (con la quale, in sostanza, si ammette di aver assunto un impegno che non si vuol o non si è in grado di mantenere) si deve versare la sola differenza d'imposta.

Identica possibilità viene offerta anche a chi non sia riuscito a trasferire la residenza nella nuova "prima casa" entro i 18 mesi concessi. Anche in questo caso una risoluzione dell'Agenzia delle Entrate (105/E ottobre 2011) permette di pagare solo quanto ricevuto come indebito beneficio ma senza sanzioni.

Non lasciatevi dunque sfuggire questa occasione, laddove ne ricorrano i presupposti, agendo tempestivamente per annullare la possibile fonte di sanzioni; infatti questo procedimento (ravvedimento operoso) è possibile solo se l'Agenzia non abbia già iniziato l'accertamento per le imposte derivanti dall'agevolazione non versate.

CookiesAccept

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione cookie policy