La ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis LF

L'impresa che ha accumulato debiti ha una via d'uscita ricorrendo alle procedure concorsualii, tra cui l'accordo di ristrutturazione dei debiti come definito dall'articolo 182 bis l.f.

Come dice la parola stessa si tratta di un "accordo" stragiudiziale che deve essere raggiunto tra l'imprenditore e una percentuale non inferiore al 60% dei suoi creditori (con la previsione comunque di tutela e soddisfacimento anche dell'eventuale 40% residuo). Il vantaggio e la tutela sono reciproci: tale accordo è posto sotto la giurisdizione normativa e omologato dal Tribunale, permettendo al creditore di avere garanzie sulla cifra da ricevere a saldo del dovuto e al debitore di evitare il fallimento con conseguenze molto più serie.

 capitale di rischio

 Requisiti per la realizzazione dell'accordo:

- firma da parte del 60% almeno dei creditori

- garanzia di pagamento anche per il 40% dei creditori non aderenti

 

Come si realizza l'accordo?

L'accordo viene realizzato da un professionista esperto, capace di analizzare l'intera situazione aziendale (debitoria, capitale finanziario, asset, etc) e di comprendere se con gli strumenti a disposizione dell'impresa è possibile proporre un accordo che sia accettabile per i creditori. E' molto importante la fase di valutazione aziendale per capire quanto è l'esposizione debitoria e quanto il controvalore che può essere offerto ai creditori  o quale dilazione offrire dei pagamenti in vista della procedura di ristrutturazione.

La preparazione e abilità del professionista sono i nodi centrali per una buona riuscita dell'operazione. Uno sbaglio di valutazione potrebbe compromettere l'omologazione del piano e addirittura l'accettazione da parte dei creditori. Contemporaneamente, se in particolare sono coinvolte delle banche, va scongiurata la richiesta di rientro da parte di queste ultime, che metterebbe in ginocchio irreversibilmente l'impresa con tutte le conseguenze del fallimento.

Pareri 

 Il professionista incaricato della valutazione di fattibilità e stesura del piano è una figura chiave per la sua riuscita, con delicatissima gestione della negoziazione con i creditori.

Non fidatevi degli "improvvisati" che propongono prima di aver elaborato il piano di negoziare con le banche: pagherete meno il professionista ma le banche vi chiederanno rientro immediato procurando il FALLIMENTO dell'impresa.

 

Gli accordi con i creditori possono novare, modificare o sostituire le obbligazioni precedenti e dare vita a nuove obbligazioni

 

Una volta approntato il piano deve essere attestato nella sua fattibilità da un professionista ESTERNO e indipendente. Passaggio chiave per poterlo poi presentare al Tribunale competente per ulteriore omologa.

E' importante sottolineare che a far fede dalla data di deposito del piano in Tribunale sono bloccate eventuali azioni cautelari o esecutive nei confronti dell'impresa.

Cosa succede dopo l'omologa?

Il piano può essere attivato con il vantaggio immediato che sui pagamenti effettuati nella sua realizzazione non ha efficacia la REVOCATORIA FALLIMENTARE ossia la richiesta di retrocessione delle somme percepite da parte dei creditori in un'eventuale fallimento dell'azienda. 

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